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Osservatorio Mobilità Yoyomove: per il 77% degli italiani il noleggio può accelerare la transizione elettrica

L’auto elettrica viene spesso considerata il mezzo ideale per la mobilità urbana, ma la maggiore propensione ad adottarla si registra lontano dalle metropoli. Il dato emerge dal secondo Osservatorio Mobilità Yoyomove, che mette in discussione uno dei principali luoghi comuni legati alla transizione automobilistica.

Secondo la ricerca, il 74% degli italiani associa l’elettrico soprattutto agli spostamenti cittadini. Nelle grandi città, tuttavia, la possibilità di disporre di una ricarica domestica riguarda soltanto il 32% degli intervistati. Nei piccoli comuni la percentuale sale invece al 59%, creando condizioni più favorevoli per l’utilizzo quotidiano di un veicolo a batteria.

La conseguenza è evidente nelle intenzioni di scelta. Nelle aree metropolitane la propensione verso l’elettrico si ferma al 42%, mentre nei piccoli centri raggiunge il 62%. La disponibilità di un garage, di un posto auto privato o di una presa domestica sembra quindi incidere più della densità delle infrastrutture pubbliche.

Il risultato ridimensiona l’idea che l’auto elettrica debba svilupparsi principalmente nelle città. Proprio nei contesti urbani, infatti, la difficoltà di parcheggio, la vita condominiale e l’assenza di spazi privati possono rendere più complessa la ricarica. In provincia, al contrario, le abitazioni indipendenti e le percorrenze più regolari favoriscono una gestione più semplice del veicolo.

Il tema delle infrastrutture resta comunque centrale. L’interesse verso l’elettrico è presente, ma si trasforma in una scelta concreta soprattutto quando il consumatore può contare su una soluzione di ricarica accessibile e prevedibile. Senza questa condizione, anche chi guarda con favore alla tecnologia tende a rimandare la decisione.

L’Osservatorio Yoyomove descrive quindi una transizione con caratteristiche diverse rispetto alle aspettative. La crescita dell’elettrico potrebbe partire non soltanto dalle grandi città e dalle zone a traffico limitato, ma anche dai territori provinciali, dove la disponibilità di spazi privati rende più semplice superare una delle principali barriere all’adozione.

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